Perché a Pechino non si può dormire?

Personaggi:
- Calaf;
- Turandot;
- Peppininu;
- Coro;
- Un soldato di Calaf;
- Un amico di Calaf;
- Il nipote di Calaf;
- Un consigliere di Turandot.


Apertura sipario.
Fondale: tende di un accampamento militare.

Il parlatore:    Tutti conosciamo la storia di Turandot, l’opera di Puccini tratta da una splendida fiaba del grande commediografo Carlo Gozzi. Il principe Calaf (presentatosi in incognito alla corte dell’ imperatore cinese), stipula una scommessa con la principessa Turandot. Turandot potrà fargli tagliare la testa se riuscirà, prima dell’alba, a scoprire il suo vero nome. Tutta Pechino si mobilita - dietro ordine di Turandot - per aiutare la principessa. Turandot stessa si spinge fino all’accampamento di Calaf per spiare.

Turandot si affaccia sulla scena. Ma si nasconde subito.

Turandot:    Nessuno dovrà dormire questa notte a Pechino. Tutti dovranno cercare di scoprire il nome di questo principe sconosciuto e riferirmelo. Nessuno dovrà dormire. Neppure io. Eccomi al campo del principe per cercare di scoprire il suo nome. Ma sono sola e dove sono tutti i miei sudditi? All’alba cadranno centinaia di teste. Come sperano di aiutarmi? Nessun altro, oltre a me, ha avuto l’idea di introdursi nel campo di questo presunto principe? Ma eccolo che esce dalla sua tenda. Forse si tradirà. Devo rimanere nascosta ed ascoltare attentamente. Ah, non è lui ma il suo curioso maggiordomo, consigliere, tuttofare. Ma dove l’ha scovato? Veste in maniera così buffa. E mi sembra così stupido. Eccolo che parla da solo. Questo mi può convenire. Devo rimanere nascosta ed ascoltare attentamente.

Entra Peppininu.

Peppininu:    Dalla Francia alla Cina. Ho fatto una meritata carriera. Dopo due cavalieri, un vero principe. Non più scudiero e servo ma maggiordomo. E se il mio amato principe sposerà Turandot diventerà re. Ed io diventerò suo consigliere. Evviva! E senza Carmela. Qui ci sono le fanciulle con gli occhi a mandorla. Le più deliziose al mondo. Spirtizza, spirtizza ci voli. (Cantando):
Nuddu havi a durmiri.
Nuddu havi a durmiri.
Macari a Principissa, ni la so’ fridda stanza
talia li stiddi ca tremanu d’amuri e ri spiranza!

Entra Calaf.

Calaf (cantando):
Nessun dorma!
... Nessun dorma! ...
Tu pure, o Principessa, nella tua fredda stanza
guardi le stelle che tremano d’amore e di speranza!.

Coro (cantando):
Nessuno sta dormendo a Pechino (e per colpa tua).

Peppininu (Al principe):     Ho già cantato io per voi.

Turandot continua ad osservare nascosta.

Turandot (sottovoce):    Al principe si sta avvicinando qualcuno. Forse lo chiamerà per nome.

Un soldato si avvicina a Calaf. Il soldato:    Mio principe, avete disposizioni per domani?

Calaf:    Nessuna.

Il soldato esce.

Peppininu (cantando): Ma lu me’ misteru è chiusu in mia,
lu nomu me’ nuddu saprà.
No, no …

Calaf (cantando):
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà! No, no, sulla tua bocca lo dirò, quando la luce splenderà! Ed il mio bacio scioglierà il silenzio che ti fa mia!

Coro (cantando): Nessuno sta dormendo a Pechino (e per causa tua).

Peppininu:    Ma principe, stavo cantando io per voi …

Entra un uomo e si avvicina a Calaf.

Amico di Calaf:    Salute, amico mio.

L’amico di Calaf esce.

Calaf (pensando):     “L’alba, ecco l’alba, ancora una manciata di minuti e avrò vinto”.

Peppininu (cantando): Sbanisci, o notti! Tramuntati, stiddi! Tramuntati, stiddi! All’arba vincerò! Vincerò! Vincerò!

Calaf    Grazie per aver cantato per me questo difficile pezzo. Ho la gola arrossata e con questa umidità …

Coro (cantando): Dormirem, dormirem, tra poco anche noi dormirem. Dormirem, dormirem, tra poco, finalmente, anche noi dormirem.

Uno dei coristi (cantando in un assolo): Dormirò, dormirò, all’alba finalmente dormirò.

Turandot (sottovoce):     Fermati notte, impallidite stelle, rallenta il tuo cammino o Sole, ritarda alba, non apparire. Giocate a mio favore! Che notte folle, che gioco mortale! Ahimè, ecco l’alba, ancora una manciata di minuti e avrò perduto. Tutti lo interpellano ma nessuno pronuncia il suo nome. Ah, maledetti sudditi che non mi avete aiutata. Molte teste cadranno, lo prometto!

Al principe si avvicina un bambino che lo tira per il braccio.

Nipote di Calaf:    Zio, scusami, potresti …

Calaf (interrompendolo con dolcezza):     Ma non dormi neanche tu, piccino? Non dorme proprio nessuno, questa notte a Pechino? Dimmi, caro, cosa vuoi? Forza, all’alba non manca ormai che un solo minuto.

Il nipote di Calaf:    Zio Calaf, potresti per favore prestarmi …

Turandot esce trionfante dal suo nascondiglio.

Turandot:    Calaf! Finalmente conosco il tuo nome. Hai perso la scommessa. La tua testa cadrà! Finalmente tutta Pechino può andare a dormire!

Turandot (cantando): Ma ginirusa jù sarò,
sì, sì, sì, l’amuri miu perdonerò.
No, no, no ‘a so’ bedda testa nun taglierò
ma lu sposerò!,
lu sposerò!,
lu sposerò!

Coro: Ginirusa idda sarà,
la bedda testa nun mozzerà,
ma lu sposerà,
lu sposerà,
lu sposerà.

Calaf (cantando): St’ occasiuni nun sprecherò.
No, no, no, all’amuri so’ nun rinuncerò.
Sì, sì, sì, ‘a so’ manu accetterò, Sì, sì, sì, ‘a so’ offerta accetterò,
sì, sì, sì, Cinisi macari jù sarrò …


Peppininu:    E basta, Principe!

Calaf (riprendendo il canto): … sì, sì, sì, ‘n granni Re diventerò,
diventerò,
diventerò.

Turandot:    Un attimo. Ci sono ancora i tre enigmi da risolvere.

Peppininu:    Quanto siete crudele, principessa.

Turandot:    Ecco gli enigmi, racchiusi in queste tre buste.

Calaf (con spavalderia):     Scelgo la busta n. 2.

Turandot:    Ah, stolto, non puoi scegliere. Dovrai risolvere tutti e tre gli enigmi per salvarti.

Calaf:    E’ un quiz truccato. Non vale. Ad Edipo, la Sfinge ne fece solo uno.

Turandot:    Se conosci la soluzione all’enigma di Edipo questi tre enigmi ti appariranno facili.

Calaf:    Posso almeno consultarmi con il mio consigliere?

Turandot:    Il tuo consigliere ha il permesso di metterti sull’avviso ma non di suggerirti l’esatta risposta.

Peppininu (sottovoce a Calaf):     Non preoccupatevi, principe, ho corrotto uno dei consiglieri di corte. Conosco già il testo degli enigmi e la loro soluzione.

Turandot:    Apro la prima busta. Ecco la domanda.
Nella cupa notte vola un fantasma iridescente. Sale, spiega l’ale, sulla nera, infinità umanità! Tutto il mondo lo invoca, tutto il mondo lo implora! Ma il fantasma sparisce con l’aurora per rinascer nel cuore! Ed ogni notte nasce, ed ogni giorno muore!

Calaf:    Neanche la Sfinge degli indovinelli faceva domande così difficili.

Turandot:    Attenzione, parte il tempo. Hai fino al suono del gong. Se non risolvi questo primo enigma non avrai nessuna speranza. Ti farò tagliare subito la testa.

Peppininu (tra sé):     Ho sborsato un sacchetto d’oro per nulla. Il consigliere mi ha imbrogliato. Non sono questi gli indovinelli. (Al principe, sottovoce): Mi hanno venduto degli indovinelli sbagliati. Già il primo non corrisponde.

Calaf:    Ah, sono perduto. (Alla principessa): E’ difficile. Non credo di poterlo risolvere.

Peppininu:    Ma no, principe, non rinunciate. La principessa stessa vi ha dato la risposta.

Calaf:    Lei stessa? Ma lei ha parlato di farmi tagliare la testa. Che non ho più speranza … speranza, ecco la risposta. Si! rinasce! Rinasce! E in esultanza, mi porta via con sé, Turandot “la speranza”.

Turandot:     Ecco la busta n. 2. Ma il vostro consigliere si deve allontanare da voi. Non deve suggerire.

Peppininu si allontana da Calaf.

Turandot:    Ti leggo il secondo enigma.
Guizza al pari di fiamma, e non è fiamma! E’ talvolta delirio! E’ febbre d’impeto e ardore!   L’inerzia lo tramuta in un languore! Se ti perdi o trapassi si raffredda! Se sogni la conquista, avvampa! Avvampa! Ha una voce che trepido tu ascolti, e del tramonto il vivido bagliore!
Hai risolto il primo enigma. Pensa bene a questa nuova risposta. Tremi di paura, lo comprendo, hai il sangue che ti gela le vene per la paura di sbagliare.

Calaf:    Questo è troppo difficile. Non posso vincere. Credo che abbandonerò la scommessa e mi sottoporrò …

Peppininu:    Ma principe, questa è facile come risposta e poi avete di nuovo il suo suggerimento.

Calaf:    Il suo suggerimento? Ma se mi ha atterrito con le sue parole, se mi ha gelato il sangue … sangue, ecco la risposta, grazie consigliere mio.
Si, principessa! Avvampa e insieme langue, se tu mi guardi, nelle vene, ”il sangue!”.

Turandot:    Bravo, è bravo e furbo il vostro consigliere. Ma passiamo alla terza domanda. A questa neanche Edipo avrebbe saputo rispondere. E, su questa, non darò nessun suggerimento al vostro scaltro consigliere.
Gelo che ti da foco! E dal tuo foco più gelo prende! Candida ed oscura ! Se libero ti vuol, ti fa più servo! Se per servo t’accetta, ti fa Re! Sù straniero! ti sbianca la paura! E ti senti perduto! Su, straniero! Il gelo che dà foco, che cos’è?

Calaf:    Mi metto in ginocchio, mi prostro ai tuoi piedi … chiedo pietà …

Peppininu:    Ma no principe, non è necessario. Ah, se voi ricordaste la soluzione dell’enigma della Sfinge.

Calaf:    Ma lo conosco quello stupido indovinello e anche la risposta.

Peppininu:    Allora vi è facile capire.

Calaf:    Non capisco, invece.

Peppininu:    La soluzione all’enigma della Sfinge, qual era, la ricordate?

Calaf:    L’uomo.

Peppininu:    Giusto. Adesso, l’esatto contrario della risposta.

Calaf:    L’esatto contrario? Ho capito, devo dire la donna.

Peppininu:    No, aspettate, così perderete tutto. Ragionate. E’ lei che vi fa servo e Re. Le sue parole sono di gelo, ma lei è una donna di fuoco. Capite?

Calaf:    Lei, chi?

Peppininu:    Ma siete rimbambito? Lei, la prin … Non posso dirvi niente di più, ho timore per la mia testa. La principessa mi guarda male. Mi minaccia.

Calaf:    Ah, ho capito.
La mia vittoria, ormai t’ha data a me! Il mio foco ti sgela, o …

Peppininu:    … o … non c’è margine di errore, principe.

Il coro:    … o …

Turandot:    …o…

Calaf:    Turandot!

Urla di gioia di Peppininu, del coro, di Calaf, di Turandot, degli abitanti di Pechino.

Un consigliere si avvicina a Turandot.

Il consigliere:    Mia principessa, possiamo andare a dormire, adesso?

Peppininu (a Turandot):     Se mi permette, principessa, risponderò io al consigliere. (al consigliere): Da consigliere a consigliere. Adesso che tutto si è risolto vorreste andare a dormire? Adesso che dobbiamo celebrare questo grande matrimonio tra la vostra principessa e il mio principe? No, non avete il permesso. Nessuno più dormirà a Pechino. Vogliamo o no organizzare questo grande matrimonio, il più maestoso che si sia mai visto in Cina?


FINE



1) I versi in corsivo sono tratti dal libretto dell’opera. Tutto il resto è invenzione dell’autore.

Veramente belle le fiabe di Carlo Gozzi (Turandot; La donna serpente; Il re cervo; L’amore delle tre melarance; Il corvo) nelle quali inserisce alcune maschere (atemporali) del Teatro dell’Arte: Pantalone, Truffaldino, Tartaglia, Brighella.
Le fiabe sono talmente interessanti che si potrebbero adattare per inserirle in un moderno repertorio del teatro dei pupi siciliani.

L’enigma della Sfinge e quello di Turandot.
Le risposte di Edipo e di Calaf


La Sfinge (viene descritta come un animale con il corpo di leone, grandi ali e la testa di fanciulla) sostava all’ingresso della città di Tebe e poneva ai passanti un enigma. Chi non riusciva a risolverlo aveva un triste destino: veniva divorato. L’enigma è citato, anche se in maniera differente, da diversi autori. Citiamo quello di Diodoro Siculo: “Qual è l’essere che è contemporaneamente bipede, tripede e quadrupede?”. Enigma che in dialetto siciliano diventa: ‘A matina camina a quattru peri, ‘a manzijornu camina a dui peri e la sira a tri peri. La risposta è conosciutissima e non occorrono spiegazioni: la creatura è l’uomo. Edipo riuscì a risolvere l’enigma e salvò i Tebani dalla Sfinge. Nella Turandot di Gozzi, i tre enigmi (atto secondo) sono diversi da quelli dell’opera lirica (libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, musica di Giacomo Puccini). Nello spettacolo abbiamo utilizzato gli enigmi dell’opera lirica. In particolare, il terzo è il più interessante. La soluzione di questo enigma, come abbiamo messo in forte rilievo nel nostro spettacolo, è l’esatto contrario della soluzione all’enigma della Sfinge. Lì l’uomo, qui la donna (e in particolare il nome preciso dell’unica donna per Calaf: Turandot!). Non sappiamo se questo fu consapevolmente voluto dai due librettisti. (Il testo del libretto non fa mai cenno all’enigma di Edipo). I due più celebri enigmi contengono, dunque, risposte diametralmente opposte.

[Tratto da “Nuovo repertorio per l’opera dei pupi” – Vol. 2 – Youcanprint, 2013] Copyright 2013 Carmelo Coco. [Ogni tipo di riproduzione del testo è rigorosamente vietata].

Ritorna alla pagina “Testo spettacoli”

Ritorna alla Home Page “Il Paladino”