Compagnia Teatrale Opera dei Pupi
"il Paladino"
di Salvo Mangano

 

  Home   Chi Siamo   Cenni Storici    Repertorio    Spettacoli    Rassegna Stampa    Cinema e RAI    'A tila si isa ancora   English Pages   Contatti


 

     
Cenni Storici

I nomi dei pupi

Fasi della costruzione
La bellezza dei nostri scenari
Archivio
Parti Descrittive di un Pupo
Il lavoro dietro le quinte di manianti e parraturi
Glossario
 

    CENNI STORICI SUI PUPI

    I pupi armati, di certa importazione spagnola, (i famosi "Titeres" castigliani) furono portati in Sicilia intorno la prima metà dell'ottocento. In un primo tempo (1700), nobildonne e cavalieri non disdegnarono di assistere agli spettacoli nei vari teatri napoletani. Ma in seguito, essendo prevalso l'elemento popolare, che si rese presto padrone assoluto dell'ambiente, esso perdette quello strato di vernice aristocratica e divenne luogo prediletto del popolo minuto. Si dice che i pupi da Napoli furono portati in Sicilia. Ed è qui che si arricchirono di tutti quei colori che solo l'isola sa dare. Le loro armature di stile cinquecentesco vennero rifinite sempre meglio da mani di sapienti artigiani. Orlando e Rinaldo rimangono i paladini preferiti nell'ambiente popolare. L'uno porta la colomba nello scudo, nella corazza e nell'elmo, l'altro il leone. Mentre Orlando porta le vesti ed il mantello rossi, il verde è il colore di Rinaldo. Questo fenomeno di arte popolare si sparse ben presto in tutta l'isola.
    Possiamo notare un'importante distinzione fra i pupi catanesi e i pupi palermitani. Nella Sicilia occidentale il pupo, di dimensioni più piccole, ha le ginocchia snodabili e la spada nel fodero pronta ad essere impugnata. Nella Sicilia orientale il pupo è di dimensioni più grandi e impugna la spada. Inoltre, il pupo catanese, viene costruito con le ginocchia rigide per conferirgli un atteggiamento marziale.
    Mentre il pupo palermitano viene manovrato da dietro le quinte del teatrino, sullo stesso piano del calpestabile, quello catanese si manovra dall'alto di una impalcatura o ponte detta "scannappoggio". Mediante il "ferro di testa" l'animatore muove la testa del pupo, mentre le gambe vengono mosse avanti e indietro mediante un movimento oscillante. Tramite il "ferro di mano" si attiva il braccio che manovra la spada mentre lo scudo viene mosso con un filo. La struttura, così come la testa, le mani, le gambe sono in legno scolpito. L'armatura che copre il busto è di rame e di ottone lavorati a mano. Le vesti ed il mantello di raso o velluto guarnito con varie passamanerie argentate o dorate.

Nel 2008 l'UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) ha dichiarato l' Opera dei Pupi Sicilian Puppet Theatre Inscribed in 2008 on the Representative List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity (Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’ umanità).

 

 

 

 

 

 

 

     

Associazione Culturale "Il Paladino" - Viale Europa 50/b - San Pietro Clarenza (CT) - Copyright 2011- 2013  Il Paladino - Tutti i diritti riservati