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IL PALADINO  Articoli, interviste, notizie, rubriche                  
 numero 9

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Foto del meeting del 9-05-2016 svoltosi a Roma al Foro Italico: Sicilia, Antichi mestieri. Distretto Turistico di Taormina con Salvo Mangano in rappresentanza dell’Opera dei pupi. E’ intervenuta la Rai e l’attrice Maria Grazia Cucinotta.

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11/09/2016

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L’OPERA DEI PUPI ARRIVA TRA I BANCHI DI SCUOLA



    Il 19 aprile scorso ha avuto luogo una mattinata di apprendimento per gli alunni delle classi elementari dell’Istituto Comprensivo Antonio Bruno di Biancavilla, ma non tra i banchi di scuola.
    Infatti i piccoli studenti hanno partecipato ad uno spettacolo dell’Opera dei Pupi, elencata tra i patrimoni orali e immateriali dell’UNESCO, all’interno del cine-teatro Trinacria di Giuseppe Origlio. Gli insegnanti hanno adeguatamente preparato i bambini all’incontro con i pupi per dar loro l’opportunità di seguire le vicende eroiche legate ai poemi cavallereschi e di conoscere l’affascinante mondo puparesco, assistendo ad una manifestazione fortemente voluta dalla dirigente scolastica: un’occasione per fare un tuffo nella tradizione e nella cultura popolare siciliana partendo dai cuntastorie fino ad arrivare ai Pupi.
    La rappresentazione che narrava le gesta di Carlo Magno e i suoi paladini cristiani contro i saraceni, è stata affidata alla Compagnia Teatrale Opera dei Pupi Il Paladino di San Pietro Clarenza, fondata nel 1980 dal maestro Salvatore Mangano. Le scene erano incentrate sull’arrivo di Angelica e di suo fratello Argalia alla Corte parigina di re Carlo. La principessa del Catai arriva con il pretesto di trovare uno sposo, in attesa del torneo cavalleresco indetto durante la tregua pasquale tra cristiani e mori ma in realtà si tratta di un inganno, poiché grazie alla lancia incantata del fratello, Angelica vorrebbe imprigionare tutti i paladini.
    L’Istituto Bruno ha dimostrato con questa lodevole iniziativa una grande sensibilità e la giusta attenzione nei confronti del recupero delle tradizioni popolari. Purtroppo le singole istituzioni locali che rappresentano il mondo scolastico e sono innanzitutto agenzie educative, spesso sono distratte da altri progetti trascurando le radici e l’identità dei propri territori.

 

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REPORTAGE FOTOGRAFICO RAI
per documentario sulla vita del puparo Salvo Mangano







02/09/2016

 

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Accadde a Catania
Terrore dal cielo
La meteorite che precipitò nello Jonio nei primi anni del Novecento


(Racconto con Peppininu)




    Un meteoroide, proveniente dallo spazio profondo, procede rapido verso la Terra.

    È sera. Peppininu e Carmela passeggiano per Catania, teneramente abbracciati.
    «Che bella serata per parlare d’amore. L’aria è frizzante, il cielo stellato, noi siamo innamorati …», declama Peppininu.
    «Quante smancerie», risponde Carmela, per nulla impres- sionata dalle belle parole.
    «È Romanticismo», afferma Peppininu con convinzione. «Stasera ti voglio regalare una stella».
    «Una volta l’ innamorato prometteva la luna. Non è differenza da poco», risponde ironicamente Carmela.

    Il meteoroide raggiunge la Terra, attraversa l’ atmosfera. Diventa una sfera di fuoco.

    «Ne voglio scegliere una e chiamarla con il tuo nome. Ecco, guarda, quella che splende più delle altre. Sarà la dea dell’amore e porterà il tuo nome», continua Peppininu nella sua tattica galante di seduzione.
    «Sono solo smancerie», ribatte seria Carmela. «Il mio nome ad una stella. Ah, ah».
    E di nuovo Peppininu afferma: «È Romanticismo».
    E di nuovo, Carmela, ribatte: «Sono solo smancerie».
    Peppininu indica con la mano una stella nel cielo. «Guarda come brilla questa nostra stella. È la più brillante del cielo. È certamente questa la stella del nostro amore».
    Carmela, in tono allarmato e concitato, grida: «Questa stella viene giù verso di noi, altro che dea dell’amore, è un fulmine di Giove».

    Il meteorite attraversa velocemente il cielo di Catania e affonda nello Jonio con un boato terribile, sollevando alte colonne d’acqua. Le non lontane barche ormeggiate al porto ondeggiano paurosamente. I marinai a bordo gridano terrorizzati.

    A Peppininu trema la gamba buona e, a malincuore, pensa: «Mannaggia proprio la mia stella doveva cadere, neanche il tempo di dedicarla a Carmela. Che brutta figura».
    La strada si anima di persone preoccupate, spaventate. Tutti hanno visto la luce nel cielo e udito uno spaventoso boato.
    Tutti hanno una versione diversa dell’accaduto. Qualcuno, più informato, afferma:
    «Qualcosa è caduta in mare, a poche centinaia di metri dalle barche nel porto. Andiamo a vedere».
    «Ci sono feriti?».
    «Ci sono già i carabinieri».
    «E i giornalisti».

    La mattina dopo a Catania non si parla d’altro. I giornali hanno commentato il fatto a lettere cubitali: Terrore su Catania. Un bolide infuocato affonda nel mare Jonio. Edizione straordinaria: una stella cade nel mare Jonio.

    Cominciano a circolare le storie più strane e divertenti.
    «Sapete quello che è successo in un bar di via Lincoln?», racconta uno. «Alcuni clienti, seduti ai tavolini fuori del bar, sono rimasti terrorizzati dalla luce. Per scappare hanno rovesciato sedie e tavolini e il cameriere, quando la situazione si è calmata, ha constatato che otto clienti si erano allontanati senza aver pagato il conto».
    «Ed io vi posso raccontare un altro episodio. Ai Quattro Canti una signora passeggiava con un cagnolino tenuto al guinzaglio. Terrorizzata dalla luce, la signora si è messa a correre, tirando il povero cagnolino per il collare e facendolo sballottare in tutte le direzioni».
    «Mamma mia, povero cagnolino».
    Un altro racconta: «Alla villa Bellini, un turista, per veder meglio, è salito sul bordo della vasca dei cigni. Ma ha perso l’equilibrio ed è finito in acqua, trascinando con sé anche la moglie».
    Un altro racconta: «In via Garibaldi ho visto correre un signore tutto vestito di nero. Era il titolare del negozio delle pompe funebri. Gridava come un forsennato: “È arrivata la fine del mondo!”».
    E i giornali continuano con i titoloni.
Edizione straordinaria: Fuoco sul cielo di Catania. Terrore in città.

    Peppininu e Carmela, anche loro a caccia di notizie, incontrano Carmiluzzu.
    «Ecco Carmiluzzu, vediamo se ha saputo qualcosa di nuovo».
    «È stato proprio un aerolito come si supponeva. Un grande pezzo di roccia che, attraversando l’atmosfera terrestre, ha preso fuoco», precisa Carmiluzzu alla domanda di Peppininu. «Lo ha confermato, in un bollettino scientifico, il Professore Annibale Riccò direttore dell’Osservatorio astronomico di Catania».
    «Un pezzo di roccia?», urla Carmela infuriata. «E tu volevi chiamare col mio nome un semplice pezzo di roccia? A casa faremo i conti. E puoi scordarti le nostre passeggiate romantiche!».

[Della serie "I pupi passeggiano per Catania e raccontano la città"].
Tratto da “Il primo libro di Peppininu”, Youcanprint, 2015. ISBN | 978-88-93068-83-3





22/06/2016 Carmelo Coco

 

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Nel numero di aprile 2016 La Virrina (Periodico trimestrale di Cultura e Tradizioni) riporta un interessante articolo sui pupi siciliani.

NASCE IL MUSEO DEI PUPI A CARINI


Il Castello La Grua Talamanca ospita il MOPS


E’ stato inaugurato da poco a Carini il MOPS (Museo dell’Opera dei Pupi), un’eccellente iniziativa per raccontare attraverso un centinaio di pezzi tra marionette, scenari, cartelloni e sipari, la storia del Teatro dei Pupi e le gesta dei paladini. Il museo nasce nelle sale del Castello La Grua Talamanca, riportato agli antichi splendori grazie ai recenti restauri. La fortezza è conosciuta da tutti per il tragico episodio legato all’omicidio di Laura Lanza e il suo amante Ludovico Vernagallo, avvenuto il 4 dicembre 1563 per volere del padre di lei Cesare Lanza di Trabia (almeno così narra la leggenda), un evento che ispirò diverse ballate popolari. Molti ricordano ancora il noto sceneggiato, girato in loco nel 1975 L’amaro caso della Baronessa di Carini, diretto da Daniele D’Anza con Ugo Pagliai, Janet Agren e Adolfo Celi. La gestione del museo affidata alla compagnia teatrale Marionettistica Popolare Siciliana fondata da Angelo Sicilia, di concerto con il Comune avrà il compito di fare rinascere il Teatro dei Pupi a Carini. L’associazione diretta dal drammaturgo e regista palermitano ha una particolare esperienza nel campo museale in quanto gestisce dal 2008 il MOPS di Caltavuturo. Il nuovo museo, oltre alla funzione espositiva, avrà la mission di divulgare l’antica arte dei pupi e di organizzare attività didattiche, di ricerca sul teatro di figura, rassegne teatrali e corsi di formazione. L’intento è quello di evidenziare il patrimonio storico, monumentale e immateriali del territorio per arricchire l’offerta culturale e turistica. Simili realtà con identici obiettivi, presenti nella Sicilia occidentale ed orientale, a breve, faranno parte della costituenda Rete Sicilana per la Conservazione e la Diffusione dell’Opera dei Pupi.

 

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Nel numero N. 1 del gennaio 2016 de La Virrina (Periodico trimestrale di Cultura e Tradizioni) si trovano due interessanti articoli sui pupi e sui carretti siciliani.

Il Club delle Mamme Pina Tricoli Livatino di Canicattì, ha organizzato il 6 dicembre, una serata ricreativo culturale dedicata alle tradizioni siciliane e rivolta a grandi e piccini.
L’incontro si è tenuto presso i locali dell’associazione culturale Re di Coppe con uno spettacolo dei Pupi, nel teatro permanente presente all’interno dello stesso sodalizio.
Sdegno e amore… nelle gesta di Rinaldo e Orlando è il titolo della rappresentazione, tratta dalla Storia dei Paladini di Francia, che si è svolta in atto unico e cinque quadri a cura della Compagnia teatrale Il Paladino del maestro Salvo Mangano di San Pietro Clarenza. Uno spettacolo applauditissimo che ha coinvolto un pubblico attento e appassionato.
Descrivere la storia dei Paladini di Francia, da Carlo Magno imperatore a Roncisvalle, non è semplice perché spesso, gli avvenimenti perdono le connotazioni reali per lasciare spazio alla leggenda che si assottiglia sempre più nei poemi epico-cavallereschi, a partire dalla Chanson de Roland.
I paladini, sono i dodici pari al servizio di Carlo Magno e costituivano la Guardia d’onore dell’imperatore, tant’è che il termine paladino deriva dal latino palatinus ovvero assegnato al Palazzo.
La nascita del teatro dei pupi è il frutto di una lenta evoluzione che parte dal cunto. Nei primi anni dell’Ottocento, l’Opra dei Pupi, comincia ad avere un forte riscontro.
Agli inizi del Novecento, l’Opera ebbe anche valenza propagandistica e si scorge nei pupi l’espressione dei sentimenti più nobili e quei valori di giustizia e libertà di cui il popolo ma anche il ceto dotto si fecero portatori in Sicilia.
Questo genere di spettacolo è arrivato fino ai nostri giorni con un perfezionamento tecnico ed estetico che rende le rappresentazioni d’alto livello artistico grazie alla genialità dei pupari.
Meritatamente l’Opera dei Pupi è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.


L’iconografia sul carro siciliano.

Inizialmente, la tinta del carretto era unica, prevalentemente il giallo ed era usato allo scopo di proteggere il legno.
Successivamente i carretti divennero strumento di lavoro dei venditori ambulanti, i quali per attirare l’attenzione sulle merci da offrire, incominciarono a decorare e a bardare riccamente i propri mezzi e i cavalli con placche, nastri, pennacchi e campanellini che con il tintinnio annunciavano il loro arrivo.
Ben presto incominciarono a comparire sulle fiancate, fregi e disegni, i colori predominanti erano, e lo sono ancora, il rosso e il giallo, colori che richiamano alcuni tra gli elementi che distinguono la Sicilia (lo zolfo, il sole, i limoni, le arance), tanto da trasformare nel tempo i carretti siciliani in autentici capolavori d’arte. In questo periodo le fiancate incominciarono a presentare decorazioni e pitture che raffiguravano immagini tratte dall’iconografia sacra (le scene dei Vangeli, la vita della Vergine Maria e dei Santi), molto rappresentate furono le vite di Santa Rosalia, Sant’Agata e San Giovanni Battista. Poi sulle sponde comparvero gli eroi epici impegnati nelle battaglie e le vicende di personaggi storici: Carlo Magno e i Paladini di Francia, le Crociate, i fatti riguardanti Napoleone Bonaparte e gli episodi risorgimentali con Giuseppe Garibaldi, talvolta invece venivano riportate rappresentazioni di opere liriche, molto spesso venivano riprodotte le scene della Cavalleria Rusticana dai contenuti particolarmente legati al territorio.
Per concludere i temi rappresentati negli scacchi si possono riassumere in: storico-cavalleresco, leggendario-fiabesco, musicale (lirico) e realistico.
Giuseppe Messina Di Prima

 

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Giorno 6 dicembre, organizzato dall’Associazione "Re di Coppe" di Canicattì, si è svolto lo spettacolo
The History of the Paladins

Sdegno e amore … nelle gesta di Rinaldo e Orlando

(con la partecipazione della maschera di Peppininu)

Atto unico in cinque quadri

a cura della Compgnia Teatrale “Il Paladino”
di Salvo Mangano



Da Canicattìweb
Da Corriere Agrigentino

 

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La grande carriera teatrale di Peppininu


   

Peppininu, da quando ha calcato per la prima volta il palcoscenico dell’opera dei pupi, ha ricoperto, nel tempo, due differenti ruoli teatrali:

1) “Maschera” comica nelle farse;
2) Scudiero di Orlando nel repertorio classico.

Questo amatissimo pupo ha dimostrato una grande versatilità per cui è possibile aggiungere:

3) Protagonista in un nuovo repertorio dell’opera dei pupi appositamente scritto per lui;

E perché, in futuro, non trasformarlo in

4) attore di teatro. (1)


1) “Maschera” comica nelle farse.

   Il ruolo di Peppinino nelle farse è documentato da alcune attendibili fonti letterarie:

   In Credenze e pregiudizi del popolo siciliano (Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, Palermo, Libreria L. Pedone Lauriel di Carlo Clausen. 1889). dello studioso palermitano Giuseppe Pitrè si legge:

“Qualche oprante amico della novità ha messo da parte 'Nòfriu, e ha preso Peppi-e-Ninu, altra maschera che, sott'altro nome, riproduce, senza che ne scatti un pelo, 'Nòfriu; ma i bongustai e gli amici del passato non pònno lodare questa sostituzione ingrata verso un carattere che per secoli li ha fatti ridere e divertire. Al Peppi-e-Ninu s’è anche sostituito Virticchiu, che è sempre l’erede legittimo di 'Nòfriu; ma consolati, o buon 'Nòfriu, che sei sempre tu l’antico genio burlesco dell'opra; e tutti i Peppi-e-Ninu e tutti i Virticchi nati e nascituri spariranno di fronte alla tua sicilianesca figura!”. (2)


- In Cardello di Luigi Capuana, Milano, Sandron, 1907, si legge:

“Repertorio svariatissimo: tutta la serie delle imprese dei Cavalieri della Tavola Rotonda, tutte le commedie e le farse dove Pulcinella, Tartaglia e Peppe-Nappa e Peppe-Nino facevano smascellare dalle risa ...

E poco oltre:

“Le spacconate di Peppe-Nappa, le birichinate di Peppe-Nino, i discorsi tartagliati di Tartaglia, le bizze di Colombina, le rodomondate di Orlando e di Buovo d’Antona, […]

- In La via della gloria di Alfio Berretta, Milano, Ceschina, 1932, si legge:

“L’azione scenica si svolgeva in quattro parti: chiudeva lo spettacolo la farsa con “Peppenappa” e “Peppenino”.


   L’ appellativo “maschera”, che comunemente definisce Peppininu, è certamente impropria (ecco il motivo della virgolettatura).
   Peppininu non è una maschera della Commedia dell’Arte (del resto non porta nemmeno la maschera) o carnevalesca.
   Su Peppininu “maschera” non ci sono, infatti, riferimenti nei seguenti importanti testi sull’argomento:
   Masques et bouffons (Comédie-Italienne), volume 1 e 2 di Maurice Sand, Paris, Lévy frères, 1860.
   Lo spirito delle maschere: (storia e aneddoti) di Giusepe Petrai, Torino, Roux e Viarengo, 1901.
    Storia delle maschere: illustrazioni dell’autore ricavate da incisioni, disegni, pitture e fotografie originali di Alessandro Cervellati, Poligrafici Il Resto del Carlino, 1954.
   Nel libro Maschere moderne (I volti della Commedia dell’arte) di Constantina Fiorini, Giunti 2002, nella lista “I servi” si trova Pulcinella, Brighella, Arlecchino, Pierrot, Beppe Nappa ma non Peppininu.

   La sola maschera siciliana accreditata è Beppe-Nappa (che, curiosamente, non porta nessuna maschera). Sfila ancora oggi nel carnevale di Sciacca.

   Peppininu recitava con le maschere della Commedia dell’Arte (Tartaglia, Beppe-Nappa) e, quindi, si è finito per considerarlo una maschera per semplice consuetudine?
   Peppininu ha, comunque, superato questo mancato riconoscimento ufficiale incontrando le maschere della Commedia dell’Arte, Pulcinella, Rugantino, Balanzone, Capitan Spaventa, Arlecchino ed ha interpretato quella di Meneghino in uno spettacolo moderno. (3)

   Sappiamo come vestivano Beppe-Nappa (antica maschera del XVI che indossava un camicione e pantaloni azzurri – ampi, lunghi e pieni di toppe - e un cappello dello stesso colore) e Tartaglia (pantaloni, casacca e mantello di colore verde a strisce gialle).

   Ma qual era l’abbigliamento di Peppininu in questo periodo?
   Sarebbe certamente interessante ritrovare qualcuna di queste farse di Peppininu e riproporla.



2) Scudiero di Orlando.

   Peppininu ha un altro appellativo, molto particolare: Famiglio.
   Il Famiglio non era un “servo di fatica” come Arlecchino, Pulcinella, Brighella, Beppe-Nappa.
   Peppininu veste elegante e con sfarzo (si vedano le foto di questo articolo che lo raffigurano), proprio perché non è un “servo di fatica” ma una persona entrata a far parte della famiglia di un nobile o cavaliere.
   In questo senso è scudiero del conte Orlando e, in questo ruolo, mantiene la sua comicità (in una scena fugge spaventato davanti ad un drago, per poi ritornare spavaldo e prenderlo a calci ... ma solo perché Rinaldo ha ucciso il drago pochi attimi prima! - nota 4).

   Nell’opera Orlando Paladino di Haydn compare il personaggio di Pasquale (vedi articolo “Orlando e la musica” del 22/07/2014, giornale n. 6 su questo sito) che ho identificato come un antesignano del nostro amato Peppininu.
   Quali sono le affinità tra Pasquale e Peppininu?

1) Ruolo:

- Nell’opera di Haydn, Pasquale ha il ruolo di scudiero di Orlando.

- Nell’opera dei pupi Peppininu è scudiero di Orlando.

   L’opera di Haydn è dichiaratamente un dramma eroicomico.

- Nell’opera di Haydn la parte eroica è affidata a Orlando, Rodomonte, Medoro. La parte comica è affidata a Pasquale.

- Nell’opera dei pupi la parte eroica è affidata ai paladini, Orlando in testa. La parte comica a Peppininu.

2) Abito: Anche se Pasquale, nel libretto dell’opera di Nunziato Porta, indossa una “armatura antica”, sembra logico presumere che nelle numerose repliche vestisse abiti settecenteschi. In questo caso:

- Com’era vestito Pasquale, questo servitore di Orlando del Settecento? Chiaramente con una livrea, parrucca, calzoni fino al polpaccio, calze bianche e scarpe con fibbia.

- Com’è vestito Peppininu? Con livrea settecentesca, pantaloni al polpaccio, calze bianche, parrucca con la treccia, scarpe con la fibbia.

3) Le spacconate:

- Ecco come si presenta Pasquale a Eurilla nell’opera di Haydn:
Eurilla
Ma voi chi siete?
Pasquale
Un guerriero son io.
Al mio paese da tutti ero stimato.
Eurilla
Perché?
Pasquale
Perché ho viaggiato per tutto l’emisfero,
ove stimato fui gran cavaliero.

- Quante volte Peppininu si è atteggiato a coraggioso e a cavaliere nelle rappresentazioni catanesi?

4) Altre caratteristiche peculiari:

- A cosa pensa principalmente Pasquale? A mangiare.
Il suo assillo principale è, infatti, ’a fami.
Ecco un passo, dove Pasquale dà il meglio di sè:

Pasquale disgraziato,
con questo mio padron si mangia poco.
[…]
Ho viaggiato in Francia, in Spagna,
ho girato l’Alemagna,
la Sassonia e la Turchia;
ma vi giuro in fede mia
che ho una fame da crepar.

- A cosa pensa Peppininu?
Sempri a manciari pensi. dice la moglie Carmela in uno spettacolo.
Cosa l’assilla? Facile risposta: ’a fami.

   Non stupisca un Peppininu elegante ma sempre affamato: il tema della fame è molto antico nel teatro (La gola, del resto, è anche il più grande difetto di Beppe-Nappa) e .favorisce mille invenzioni comiche. Peppininu, per esempio, in una scena sale su un albero per rubare delle mele e cade rovinosamente a terra.

   La prima rappresentazione dell’opera di Haydn è del dicembre 1782. Musica straordinaria, testo italiano in rima, argomento cavalleresco tratto dall’Ariosto. L’opera ebbe uno straordinario successo e venne rappresentata innumerevoli volte. Si rappresenta ancora oggi. (5)

   Pasquale è dunque il nonno del nonno di Peppininu?
   Molto probabile.

Note:
1) Trasformare un pupo in attore di teatro non è certo una novità. Accadeva nel teatro di Gaetano Crimi, uno dei primi pupari catanesi. Gli attori che impersonavano i pupi venivano chiamati pupi di carne (Memorie di Giuseppe Crimi scritte intorno al 1924 in Il teatro dei pupi di Ettore Li Gotti, Firenze, Sansoni, 1957).
2) Ma Nofriu e Virticchiu calcano ancora le scene del teatro dei pupi. Il puparo Franco Cuticchio di Palermo recentemente ha realizzato una serata con un avanspettacolo con le maschere Nofriu e Vurticchiu, lo spettacolo classico – L’assedio di Parigi – e, a concludere, una farsetta comica con Nofriu e Vurticchiu: un mix molto gradito e apprezzato dagli spettatori.
3) “Da Catania a Parigi, le tappe del viaggio di Peppininu (arrancando sopra una gamba sola per tutta la penisola)”.
4) Rappresentazione della Compagnia Teatrale Opera dei Pupi “Il Paladino”.
5) Segnaliamo i più recenti:
- Il 5 aprile 2014 rappresentazione a Gorizia al Teatro Verdi con repliche all’Auditorium “Alban Berg” di Ossiach (Austria), al Teatro “Signorelli” di Cortona, a Brežice (Slovenia).
- Nel 2014 al Manhattan School of Music di New York (USA).
- Nel 2012 al Théâtre du Châtelet di Parigi.


FINE PRIMA PARTE

Carmelo Coco 03/12/2015

 

PAGINA 9

IL PRIMO LIBRO DI PEPPININU



   

   E' uscito IL PRIMO LIBRO DI PEPPININU, un libro interamente dedicato all'amata maschera catanese, con sette spettacoli dei pupi e tre racconti.


Edizione: Youcanprint
Pubblicazione: settembre 2015
ISBN ISBN | 978-88-93068-83-3
Formato: 15X21 cm.
Pagine: 150.
Disponibile negli stores Ibs, Mondadori, Hoepli, etc.




   Peppininu (o il Famiglio), è la maschera popolare catanese che rappresenta la saggezza, la scaltrezza e la sagacia popolare.
   È un personaggio atemporale: pur vestendo abiti settecenteschi (livrea, parrucca, etc.) partecipa alle avventure dei Paladini di Francia di Carlo Magno. In Francia diventa una sorta di scudiero dei paladini Orlando e Rinaldo.
   L’autore di questo libro vuol fare di Peppininu un vero protagonista/mattatore di una nuova serie di spettacoli per l’opera dei pupi.

   Su Peppininu seguiranno, presto, altri lavori. Certo, il sogno dell’autore è ambizioso: portare Peppininu in teatro impersonato da un attore, far debuttare Peppininu a teatro, in una prima assoluta.
   Il testo di alcuni di questi spettacoli - e di altri che si stanno scrivendo - si presta già bene (con opportuni piccoli accorgimenti e variazioni) per una eventuale rappresentazione teatrale con attori.

Carmelo Coco – 03/11/2015

 

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Riportiamo un articolo sui pupi tratto dalla rivista "La Virrina" del luglio 2014


Opera Day
Un modo per accostarsi al mondo dei pupi Opera Day, è il titolo della giornata-studio, organizzata il 23 maggio dall’associazione Re di Coppe, finalizzata alla promozione ed alla conoscenza dell’Opera dei pupi. Una full immersion nella storia dei Paladini e del teatro popolare, e come ha scritto una docente che ha partecipato all’iniziativa ed ha coinvolto circa cento alunni: un dotto tuffo nella tradizione siciliana. Durante la mattina il direttore artistico della Compagnia teatrale Il Paladino, Salvo Mangano, ha incontrato i ragazzi delle quarte e quinte classi della scuola elementare De Amicis di Canicattì, accompagnati dalle rispettive insegnanti. I giovani spettatori hanno così, potuto acquisire molte informazioni sul mondo puparesco ai più sconosciuto e dopo hanno seguito con particolare interesse i due spettacoli rappresentati nel Teatrino dei Pupi presente nella sede della stessa associazione. Un’occasione unica per ammirare i principali personaggi dell’Opera in azione. Gli spettacoli dei Pupi sono continuati anche la sera ma questa volta per gli adulti. Erano presenti associati ed appassionati insieme al gruppo del Kiwanis club Canicattì che ha completato un percorso sulle tradizioni popolari intrapreso il 7 dicembre scorso tra cunti, canti e pupi, intitolato Itinerario folkloristico nella Terra del Parnaso. Dopo il saluto del referente dell’associazione Re di Coppe Giuseppe Messina Di Prima, del presidente del Kiwanis Mariapia Dalacchi e del M° Mangano, gli opranti di Scuola Catanese hanno elettrizzato il pubblico presente in sala con alcuni passi ispirati alle innumerevoli battaglie narrate nella saga dei Paladini di Francia dove la linea tra storia e leggenda si assottiglia sempre di più a partire dalla Chanson de Roland.
(gmd)

 

PAGINA 11


    La prima di una lunga serie di

Spigolature

di

Salvo Mangano



    Il colore, il gesto, la parola, il sentimento , la spontaneità, il credo, la giustizia, l’amore sono forme proprie di un’arte popolare pura e semplice come l’opera dei pupi.
    Un patrimonio di così vasta cultura popolare che appartiene alla gente del passato e del presente. E non solo esclusiva proprietà di alcune minoranze che oggi ne fanno uso e abuso ritenendosi i soli destinatari, non si sa per quale investitura divina, di tale fenomeno collettivo.
    Un teatro dei pupi che è stato destinato al mondo come segno distintivo di un popolo che ha visto nascere e rappresentare, in ogni angolo della nostra amata Sicilia, le gesta dei nostri idolatrati paladini da più di 150 anni a questa parte.
27/08/2015

 

PAGINA 12


   Il 13 maggio 2015 nell'auditorium della scuola Pizzigoni (Catania) si è svolta la conferenza del Professore Salvatore Camilleri dal titolo “La mia biblioteca”. Organizzazione dell’ Archeo club di Catania.


   In occasione del 94.esimo compleanno del professore Camilleri, il Maestro Salvo Mangano ha recitato un brano tratto dalla sua commedia “A tila si isa ancora”.

 

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1) Fuoco e fiamme sul palcoscenico dell’opera dei pupi.
Fin dove osavano spingersi i pupari palermitani.


   Solamente pochi appassionati conoscono le opere sulla Sicilia (ben tre) di Henry Festing Jones, letterato inglese amico e segretario di Samuel Butler.
   Jones era un vero innamorato dei pupi e dell’opera dei pupi. (1)
   Da Castellinaria and Other Sicilian Diversions - 1911, mai tradotto in italiano -, riportiamo alcuni interessanti riferimenti sui pupi e pupari siciliani (in corsivo traduzione libera).
   Nel suo laboratorio, il puparo palermitano Alessandro Greco, mostra a Jones due padiglioni turchi a cui sta lavorando. Ettorina (2), nella sua pazzia, li avrebbe incendiati durante lo spettacolo.
[…] Nello spettacolo si vede Ettorina mentre raccoglie una grande quantità di legna su un carretto siciliano. Con la scusa di raccogliere legna da ardere per la serata fredda, è uscita dal campo accerchiato dai turchi. Ma Ettorina ha in mente un piano drammatico. Con la legna raccolta penetra nel campo avversario e dà fuoco ai padiglioni dei turchi.
   I padiglioni si incendiano veramente.
   Fiamme vere sul palcoscenico e non effetti di luce!
   Nel campo si crea lo scompiglio. I soldati turchi accorrono ma Ettorina li uccide tutti.

   I pupari palermitani Greco erano abilissimi in queste originali trovate.
   "Nella piccola serata ballabile" (3), dopo il passo a due tra Miss Ella e Monsieur Canguiù, veniva il turno del Gran Turco fumatore di pipa accompagnato da Pasquino: mentre il Turco era intento nel ballo, Pasquino prendeva una candela accesa. Il Turco accendeva la pipa con la fiamma della candela e sbuffava fumo vero dalla bocca. Dopo, Pasquino spegneva la candela e si metteva a ballare con il Turco.
   Uno spasso. Un gran divertimento per il pubblico.

Note:
1) Vedi anche "I pupi siciliani nella Letteratura, nel Teatro, nel Cinema, nella Tv e nella Musica" Screenpress edizioni, 2012.
2) Ettorina era la figlia di Cladinoro. Uscì di senno per amore di un cavaliere errante, Ruggiero Persiano, nipote di Rinaldo. Nelle opere di cavalleria ci sono diversi episodi di questa “pazzia di Orlando” al femminile. E sono così belli che meritano di essere adattati per uno spettacolo dei pupi.
3) Da Diversions in Sicily del 1909.


   Il 7 ottobre 2011 è entrato in vigore il nuovo regolamento di prevenzione incendi (D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151), sui “locali di pubblico spettacolo”. Quanta differenza con le norme in vigore ai primi del Novecento relative ai teatri!
   Oggi, inserire il fuoco in uno spettacolo è diventato molto complicato e pericoloso. Il fuoco è stato sostituito dagli effetti speciali.
   Il cavaliere San Giorgio, ad esempio, combatte contro un drago che non erutta fiamme ma fasci di luce!
   Ma è ancora possibile - con le dovute cautele e accorgimenti del caso - portare le fiamme sul palcoscenico di un teatro? E’ ancora possibile “osare”? Ecco un breve e divertente spettacolo, scritto appositamente per portare fuoco e fumo sul palcoscenico. Un piccolo giallo che anche il pubblico in sala potrà tentare di risolvere mettendo insieme tutti gli elementi utili che vengono svelati, un poco alla volta, dagli attori/pupi sul palcoscenico.

2) Fuoco e fumo sul palcoscenico dell’opera dei pupi.
Fin dove possono osare gli scrittori di spettacoli
per il Teatro dei pupi siciliani.


Una indagine di Sherlock Holmes.
Una serata gialla con i pupi siciliani. (1)

Personaggi:
- Sherlock Holmes;
- Ispettore Lestrade;
- Agente Pep (il nostro Peppininu).

Apertura sipario. Scena prima.
Fondale: interno della casa di Holmes nel Sussex. Studio.

Il parlatore:
Siamo nel 1947, nella casa di Sherlock Holmes nel Sussex. Holmes ha quasi novanta anni ed è in pensione. Passa il tempo allevando le api. L’ispettore Lestrade è giunto da Londra per parlargli.

Lestrade:
Suvvia, Holmes.

Holmes:
L’aiuterei volentieri, ispettore Lestrade. Ma ormai mi sono ritirato, ho quasi novanta anni e devo pensare alle mie api. E, poi, il dottor Watson, non riesce più a camminare e non si sposta più da Londra.

Lestrade:
Le affiancherò un agente investigativo, uno dei migliori bobby londinesi. E’ di origine italiana e possiede una grande “spirtizza siciliana”.

Holmes:
What?

Lestrade:
Giusto, lei non capisce la parola siciliana “spirtizza”. Lei, Holmes, la chiamerebbe dote investigativa, spirito d’osservazione, fiuto, intuito poliziesco ...

Holmes:
Basta, basta, Lestrade. Le farò questo favore, l’aiuterò nelle indagini. Mi riassuma il caso e non tralasci nemmeno il più piccolo indizio. Anche se non c’è nulla che valga indizi di prima mano. (2)

Lestrade:
Il conte Brain è stato un noto produttore cinematografico e un grande collezionista di monete antiche.

Holmes:
E’ stato ... Arguisco che sia morto e … state indagando sul suo omicidio!

Lestrade:
Esatto, Holmes. Non le sfugge proprio nulla. Il conte aveva l’abitudine, ogni sera, di farsi portare nello studio un brandy dal cameriere. Dopo averlo congedato, chiudeva la porta a chiave, e solo allora apriva la cassaforte, prendeva le preziose monete della sua collezione, si sedeva alla scrivania e si metteva a studiarle e catalogarle. Era un abitudinario, insomma. L’assassino sapeva certamente di questa abitudine serale del conte. Ha aspettato che il cameriere andasse a riposare, ha forzato facilmente la porta ed è entrato. Ma per sua sfortuna, quella sera, il conte non aveva ancora aperto la cassaforte. Vistosi scoperto, e per evitare che il conte chiamasse in aiuto la servitù, l’ha ucciso.

Holmes:
Avrete, certamente, interrogato tutta la servitù.

Lestrade:
Certamente, Holmes Tutti tranne uno, il maggiordomo che risulta scomparso. E’ l’unico sospettato. Questione di qualche giorno e sarà catturato.

Holmes:
Dal punto di vista investigativo il caso, allora, è già risolto. Perché vuole il mio aiuto, Lestrade?

Chiusura sipario.

Apertura sipario. Scena seconda.
Fondale: Villa del conte Brain. Studio.

Sul palcoscenico: un tavolo con un libro, scatola di sigari, diverse scatole di fiammiferi. Sulla parete una cassaforte. Nello studio ci sono Holmes, Lestrade e l’agente Pep (indossa la divisa e il caratteristico copricapo della polizia inglese).

Il parlatore:
Alcune ore dopo nella villa del conte Brain, Holmes indaga.

Holmes (indicando a terra, al centro della stanza, il segno in gesso che contornava il cadavere del povero conte):
La vittima è stata uccisa qui. C’è ancora il segno in gesso.
(Holmes si avvicina alla scrivania).
Prenda appunti, agente Pep. Sulla scrivania del conte c’è un libro aperto a pagina 22, una scatola di sigari, delle scatole di fiammiferi. Doveva essere un fumatore accanito. Ci sono scatole e scatole di fiammiferi della Bryant & May.

Agente Pep:
E’ una famosa casa londinese. Nel 1899 ha sponsorizzato il primo film d’animazione diretto da Melbourne Cooper e intitolato Matches: An Appeal. E’ un film divertente e ha fatto ridere moltissima gente. Nel film, una di queste scatole di fiammiferi si apre da sola. Fuoriescono alcuni fiammiferi che formano due omini stilizzati, come nei disegni dei bambini. Altri fiammiferi formano una impalcatura mobile. Uno degli omini vi sale sopra mentre l’altro la regge e la sposta. L’omino sull’impalcatura, servendosi di un fiammifero come pennello, scrive sullo schermo uno slogan per invitare il pubblico a sostenere economicamente le truppe al fronte nella seconda guerra anglo- boera. Lei, Mr. Holmes, non ha partecipato a questa guerra? (3) Non dimentichiamoci che anche il conte era un produttore cinematografico.

Holmes:
Interessante, non lo sapevo. Come fa a conoscere questi retroscena sulla Bryant & May?

Agente Pep:
Sono un appassionato del teatro delle marionette e della loro storia.

Holmes:
Sono ottimi, comunque, questi fiammiferi per accendere la pipa. E la mia, ormai, comincia a spegnersi molte volte.

Il parlatore:
Holmes riaccende la pipa servendosi di un altro fiammifero preso dalla scatola sul tavolo.

Holmes:
Riprendiamo l’osservazione degli altri elementi. Prenda appunti, agente Pep. Il conte stava leggendo questo libro ma è stato sorpreso dall’assassino. Si è alzato per suonare il campanello e chiamare la servitù ma è stato colpito prima. E la cassaforte è ancora chiusa … devo riaccendere la pipa, mi si è spenta.

Il parlatore:
Holmes accende nuovamente la pipa servendosi dei fiammiferi sul tavolo dello studio.

Lestrade:
Mi sono informato con il costruttore della cassaforte. Il conte, a quanto pare, era debole di memoria. Per facilitarsi le cose si è fatto costruire un dispositivo di apertura della cassaforte su precise istruzioni: due cilindri di sole lettere, niente numeri. Sei lettere al primo e tre al secondo.

Holmes:
Allora, il quesito è: le monete sono ancora nella cassaforte? Prenda nota, agente Pep. Cassaforte di marca americana, a doppio cilindro, il primo con sole lettere, il secondo con sole … lettere. Le preziose monete sono ancora al sicuro. Ci scommetterei. Il quesito è: come riuscire ad aprire la cassaforte senza conoscere la giusta combinazione?

Agente Pep:
Mister Holmes, ha notato questi segni e graffi sullo sportello della cassaforte? L’assassino deve aver tentato di forzarla e quindi il contenuto ...

Holmes:
Elementare, agente Pep. Ho subito notato quei graffi, una prova evidente di un maldestro tentativo di aprire la cassaforte da parte dell’assassino.

Agente Pep:
Sintissi, cumpari Holmes, v’assicuru, haju truvatu ‘a soluziuni di lu prublema.

Holmes (con sarcasmo):
Con il suo raffinato inglese di Oxford non mi ha fatto capire una sola parola. Ma che lingua ancora parlate, laggiù, nel profondo sud dell’Europa?

Agente Pep:
Excuse me, Ser. Problem solved. Io credo di aver trovato la soluzione …

Holmes (interrompendolo):
Lei, agente Pep, crede di aver trovato la soluzione? Non c’era nessun bisogno, allora, di disturbare due menti raffinate come la mia e quella dell’ispettore Lestrade di Scotland Yard! Quanti casi ha finora risolto, agente Pep? Ha mai lavorato ad un caso così complesso? La prova principale della vera grandezza di un uomo consiste nella percezione della propria piccolezza, non lo dimentichi. Lei quanto è alto? Il conte era debole di memoria e, certamente, deve avere annotato la combinazione da qualche parte. Bene, dobbiamo cercare una serie di lettere e … lettere. In questo libro lasciato sul tavolo!

Il parlatore:
Passano le ore. Holmes scruta nel libro e accende più volte la sua pipa servendosi dei fiammiferi del conte lasciati sul tavolo.

Lestrade:
Abbiamo già interpellato la casa costruttrice della cassaforte. Manderanno un esperto ma solo fra due settimane.

Agente Pep:
Scusi, Mister Holmes, credo veramente di aver trovato la soluzione.

Holmes:
Me l’ha già riferito ore fa. Non vede che sto riflettendo per arrivare rapidamente alla conclusione delle indagini? Dobbiamo analizzare il libro che il conte stava leggendo, cercare parole cerchiate o sottolineate. In questo libro troveremo la combinazione che aprirà la cassaforte. Il conte era debole di memoria e aveva certamente appuntato la combinazione su questo libro. Per questo ha tardato ad aprire la cassaforte. Cercava la combinazione, ma non ricordava in quale pagina l’aveva annotata. Sono proprio le soluzioni più semplici quelle a cui di solito non si dà importanza e che, in genere, finiscono con l’essere trascurate.

Agente Pep (tra sé):
Indubbiamente il fumo ottenebra il cervello.

Lestrade:
Geniale, Holmes. La combinazione scritta all’interno di un libro. Chi poteva pensarci?

Agente Pep (si avvicina a Holmes e gli sussurra):
Mister Holmes, ehm ... posso dirle una parola? Dunque, Mister Holmes, io ho pensato ... bla, bla … Il conte, quella sera, stava semplicemente leggendo un libro. Non aveva nessuna intenzione di occuparsi delle monete. La combinazione ... bla, bla ...

Holmes:
Ma è ovvio, agente Pep. Ero giunto alla medesima conclusione e molto prima di voi. Vi ho messo alla prova. Bryant & May, certo, ecco le due parole della combinazione e proprio di sei lettere la prima e tre la seconda. Ecco svelata la combinazione. Come stavo per dire, una volta eliminato l’impossibile, quello che rimane, per improbabile che sia, dev’essere la verità. Agente Pep, vuole provarla? Nel cilindro superiore imposti Bryant in quello inferiore May.

Lestrade:
Geniale, Holmes, chi poteva pensarci? Bravo, Holmes. Avevamo la soluzione costantemente sotto gli occhi. E lei ha acceso più volte la pipa proprio con quei fiammiferi. E’ proprio vero: il miglior modo di nascondere qualcosa di prezioso è di tenerla sempre bene in vista.

Agente Pep:
La combinazione è esatta. Ho aperto la cassaforte. Le monete sono al loro posto. Non manca nulla.

Lestrade:
Congratulazioni, Holmes. Nonostante la vostra età non avete minimamente perso il vostro proverbiale fiuto investigativo.

Holmes (al centro della stanza e calpestando la traccia in gesso del cadavere del conte):
Solamente un paio d’ore di lavoro e di deduzioni. Uno dei casi più semplici a cui ho lavorato.

FINE


    Note:
1) Un altro spettacolo per l'opera dei pupi con Sherlock Holmes e l’agente Pep si trova nel libro “Nuovo repertorio per l’opera dei pupi – Vol. 2”, youcanprint, 2013.
2) Tutte le frasi di Holmes in corsivo sono tratte dai racconti di A. C. Doyle su Sherlock Holmes e liberamente tradotte dall’inglese dall’autore.
3) Conan Doyle partecipò alla seconda guerra anglo- boera come corrispondente di guerra.



   Chiaramente non ci sarà nessun vero fuoco sul palcoscenico. Nessuna irriverente imitazione delle ingegnose trovate dei Greco.
   Il fuoco dei fiammiferi e il fumo della pipa calabash di Holmes sono ottenuti con dei semplici trucchi di magia spicciola, così come se ne trovano a centinaia su youtube.

Carmelo Coco, 05/06/2015

 

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Reportage fotografico di un grande spettacolo

"A tila si isa ancora"
Commedia di Salvo Mangano

 

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