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IL PALADINO  Articoli, interviste, notizie, rubriche                  
 numero 11

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Il teatro dei pupi di Paola e Silvia


    A casa di Paola e Silvia c’è un teatro dei pupi dove le due bambine realizzano spettacoli.
    Ultimamente hanno realizzato una bella rappresentazione della fiaba “L’albero che parla” di Luigi Capuana.

Il re trova l’albero che parla
L’albero è ancora sotto l’incantesimo di una strega
Il re riesce ad eliminare l’incantesimo. Al posto dell’albero appare
una bella principessa


    E’ la prima rappresentazione in assoluto di una delle fiabe da me rielaborate.
    Le due bambine sono veramente brave. Manianti (muovono i pupi con destrezza) e, contemporaneamente, parratrici (danno la voce ai pupi, anche a più di un personaggio). E si sono cimentate anche nel testo, apportando piccole modifiche per ragioni sceniche.

    Scrivendo le fiabe volevo far felici i bambini. Vederle realizzate da bambini ha reso felice anche me.
    Potete visionare il video della fiaba (e molto altro) alla loro pagina facebook teatro dei pupi di Paola e Silvia
    Il loro prossimo spettacolo sarà un’altra fiaba di Capuana, “I tre anelli”.


    Forse l’idea del Teatro in casa (per spettacoli e recitazioni, per proprio diletto e per divertire parenti e amici) si sta forse diffondendo? (Vedere il mio articolo sul giornale n.10 dal titolo “Il teatro in casa”).

Carmelo Coco 06/09/2017

 

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Un grande progetto per il Teatro dell’Opera dei pupi
e per la felicità dei bambini:

arrivano le FIABE



    Tutto il mondo incantato delle fiabe, tra fate, streghe, maghi, incantesimi, re e regine, principi e principesse.

    Il progetto inizia con le fiabe di Luigi Capuana rielaborate nel testo e nella storia e adattate al Teatro dell’Opera dei Pupi.



    Le prime fiabe sono:

- Il racconta-fiabe
L’antico mestiere del racconto orale: il racconta-fiabe gira per le piazze dei paesini siciliani raccontando fiabe per rallegrare i bambini. Ma c’è un problema. I bambini sono stanchi di ascol-tare sempre le stesse fiabe e ne vogliono di nuove. Dove tro-varle? Un lungo viaggio fino a Mineo, dallo scrittore Luigi Capuana. E, per la prima volta nella storia delle fiabe, Cappuccetto rosso, Cenerentola e la Bella addormentata s’incontrano e, felici, si abbracciano in un allegro girotondo.

- Le arance d’oro
Un albero, nel giardino del re, produce arance d’oro. Un giorno vengono misteriosamente rubate ...

- L’albero che parla
Un re parte alla ricerca dell’ albero che parla per arricchire la propria collezione di rarità. Ma l’albero è sotto l’incantesimo di una strega malvagia ...

- La gobbetta
Una giovane e bella principessa, per una piccola deformità, viene rifiutata da un re vanitoso. Ma una fata interviene …

- I tre anelli
Tre anelli, uno d’oro, uno d’argento, uno di ferro, tre povere fanciulle, un re, un principe e un pecoraio. E la Sorte che dispone dei loro destini ...

- Tì, Tìriti, Tì
Un re scopre che ci vogliono molte più ore di lavoro per ottenere un buon raccolto dalla terra che per amministrare un regno.

(Le fiabe sono tratte dalla raccolta di Luigi Capuana C’era una volta ... Fiabe, Milano, Treves, 1882).

    Luigi Capuana conosceva bene il Teatro dell’Opera dei Pupi. Ne parla, infatti, nel racconto Cardello (1) e, con una breve citazione, anche in quello che è riconosciuto come il suo capolavoro, Il marchese di Roccaverdina.
    Cardello è un ragazzo di 15 anni, orfano, che vive con la nonna. Per “buscarsi il pane” esegue ogni tipo di commissione. Quando in paese arriva un puparo (don Carmelo, soprannominato Orso peloso per l’aspetto e l’irascibilità), diventa il suo aiutante.
    Da questo racconto è stato tratto il film del 1956 I Girovaghi diretto da Hugo Fregonese con Peter Ustinov (il puparo), Carla Del Poggio (Lia, la moglie del puparo), Gaetano Autiero (Cardello), Abbe Lane (Dolores, la ballerina).

    Luigi Capuana, nel racconto Cardello menziona, assieme agli altri pupi, anche Peppininu. Così, il pupo, è stato meritatamente e doverosamente inserito nella fiaba “Il racconta-fiabe”.
    Un nuovo impegno artistico per il nostro amato pupo catanese. Quanta strada ha fatto Peppininu dal 2009, anno nel quale ho iniziato a scrivere su di lui!

Alla fine del colloquio con Luigi Capuana, il racconta-fiabe gli dice:

Voglio farle dono di questo piccolo pupo dell’opera catanese. È Peppi-ninu, l’avrete riconosciuto certamente, lo citate nel Cardello. Come lavoro mi sono provato anche a fare il puparo. Senza fortuna. Ho dovuto vende-re tutto, teatro e marionette. Questo è il solo pupo che ho tenuto, il solo che non ho avuto il coraggio di vendere.

E Capuana risponde:

Lo accetto volentieri, lo regalerò ai miei nipotini. Così, oltre alle fiabe che racconto loro, avranno anche un vero attore dell’opera dei pupi.

    Il lavoro di rielaborazione (testo e storia) delle fiabe di Luigi Capuana è stato fatto con passione, impegno e con il massimo rispetto dovuto al grande scrittore siciliano. Oltre all’adattamento per il Teatro dei Pupi si è realizzata anche una versione per il Teatro dei bambini e una sceneggiatura per il cinema (un corto). Davvero un grande omaggio allo scrittore di Mineo.



     Consiglio, per meglio apprezzare il lavoro di rielaborazione testo e storia, un’attenta lettura delle fiabe originali.

- Le fiabe di Luigi Capuana rielaborate nel testo e nella storia e adattate al Teatro dell’Opera dei Pupi - Youcanprint 2017 - ISBN | 978-88-92669-55-0

- Le fiabe di Luigi Capuana rielaborate nel testo e nella storia e adattate al Teatro dei bambini - Youcanprint 2017 - ISBN | 978-88-92669-50-5

Nota:
(1) Carmelo Coco, I pupi siciliani nella Letteratura, nel Teatro, nel Cinema, nella TV e nella Musica, Screenpress 2012.

Carmelo Coco, 20 giugno 2017

 

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Giorno 8/9 aprile 2017 “Il Paladino” ha partecipato all’spettacolo “La luna di Orlando” presso l’officina delle Arti di Cosenza.






E’ uscita la rivista “La Virrina” di aprile 2017. Al suo interno un ricordo di Santo Saia

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LETTERA APERTA AD UN AMICO SCOMPARSO
(Per Santo Saia)


Caro Santo, da poco hai lasciato questo mondo, così, in punta di piedi, come sapevi fare tu, con la discrezione di chi soleva dire :«Scusate tolgo il disturbo, io me ne vado», così come è stata l’ intera tua vita, quando da ragazzo già ti distinguevi per maturità e saggezza in un ambiente ribelle e pericoloso. Per tutti insomma, sei stato un papà e sempre tale sei stato per chi ha avuto la fortuna di conoscerti. Tutti in via Plaja, ti vedevano crescere nella pasticceria di Laudani dove prestavi lavoro e tra un pasticcino e una cassatella, i titolari videro sbocciare la tua passione per i Pupi perché la sera, i Laudani, in quella via facevano l’Opera dei Pupi nel teatrino omonimo. Mai ti abbandonò l’amore e la passione per quel mondo fantastico dei Paladini di Francia, tanto che da garzone “pruituri”.. diventasti “maniante di manca”, e in quel teatro hai vissuto in prima persona, le vicende più esaltanti dei tuoi eroi. Ancor prima un altro amore aveva bussato alla tua porta, quello per una ragazza del tuo quartiere, che fu l’unico amore della tua vita, tua moglie, che avesti accanto ad assisterti fino agli ultimi atti estremi della tua prematura scomparsa. I pupi, belli alti, con le armature luccicanti ed i pennacchi multicolore, sono stati i tuoi compagni fedeli, custodi silenziosi dei tuoi sentimenti. A loro confidavi le tue gioie e le tue amarezze, certo che non ti avrebbero tradito. Io ti conobbi tanto tempo fa e da allora, la nostra, fu un’amicizia spontanea e sincera, saldamente uniti da un comune spirito attraverso il “messaggio meraviglioso dei pupi” che ci vide quasi missionari affinché non si perdesse la loro memoria storica. Tu con la tua esperienza mi sei stato accanto senza mai abbandonarmi, anche nei momenti di estremo sconforto come un tacito carro trainante, colmo di speranze con eccelsi traguardi: cinema, Tv, teatri, ci videro insieme con i nostri pupi a dare esempio di amorevole attaccamento ad un’arte che non doveva essere assolutamente dimenticata. Con il sole o con la pioggia, nei teatri e nelle piazze, io e Santo, Santo ed io, con i mezzi di trasporto più disparati. dalla “Panda” alla “Micra”, caricavamo sopra il nostro teatrino con i pupi nel bagagliaio e montavamo ovunque, orgogliosi alla fine che i nostri Paladini avevano avuto successo. Così tra uno spettacolo dei pupi e quello della vita finivamo sempre col raccontarci i nostri stati d’animo. Ricordo le mie incertezze e i miei smarimmenti quando la mia esistenza fu stretta dalla morsa del dolore per la perdita di mia moglie Pina, e tu Santo c’eri, silenzioso ad ascoltarmi, e poi le tue ponderate parole pregne di conforto e di spontanea umanità, riuscivano a distogliermi dalla mia disperazione. Caro Santo sei stato sempre un amico anche quando preso dall’euforia dello spettacolo, mi inalberavo e c’erano tutte le ragioni per “mandarmi a quel paese”; tu dopo mi riprendevi con calma e mi facevi accorgere dei mie sbagli, tante battaglie abbiamo fatto insieme! E quante volte alla fine di ogni spettacolo ti presentavo così: «Ecco signori, il più alto, il più aitante, il più forzuto dei manianti, ecco Santo Saia». E tu venivi fuori col tuo fisichetto minuto, con lo zoccolo al piede e il “mantali”, per ricevere un applauso scrosciante anche se non apparivi come io ti avevo descritto, perché al pubblico risultavi bravo ma tanto bravo. E bravo lo eri, tanto con i pupi quanto nella vita; tutti ti hanno rispettato per la tua serietà e la tua silenziosa dignità ed io mi prendevo qualche merito in più poiché appartenevi alla mia Compagnia denominata “Il Paladino”. Ma un giorno, “Qualcuno”, geloso, aveva già deciso che la tua permanenza su questa terra doveva avere il suo termine, in quanto si presentava, lassù, in Paradiso, una nuova “Stagione dei Pupi” sulla storia di Orlando e i suoi compagni, ove si richiedeva la presenza di uno dei più bravi manianti di Catania e tu non ti sei rifiutato. Ora avrai accanto a te un altro “Compagno”, certo più famoso di me, con cui condividere la tua grande passione. Continuerai a muovere i tuoi amati pupi lì, in cielo, ma sono sicuro che non ti dimenticherai di me, come io mi porterò per sempre il tuo ricordo, di me che con un immenso “Grazie”, ti è riconoscente per tutto ciò che hai fatto e che ti ha voluto bene e stimato quale unico amico sincero. A ben rivederci Santo!
Salvo Mangano

 

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Ecco l’indirizzo dove trovare la puntata del 24/12/2016 della trasmissione Sulla via di Damasco e l’intervento del Maestro puparo Salvo Mangano

Sulla via di Damasco



Dal vivo, tutta la bravura dei pupari







Montaggio di alcune scene dello spettacolo "La tragica storia della baronessa Macalda di Scaletta, la prima scacchista siciliana" (XIII secolo) ideato e scritto, in dialetto siciliano, da Carmelo Coco



 

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La grande carriera artistica di Peppininu


    La carriera artistica di Peppininu continua ad arricchirsi.
  In attesa de “Il secondo libro di Peppininu”, il nostro amato pupo è apparso, con un compito molto importante, nel divertente romanzo L’irresistibile leggerezza della risata.


Breve sinossi:
   Tre grandi amici siciliani vogliono emulare la gita in barca sul fiume Tamigi di Jerome, Harris, George e del loro cane Montmorency (i tre protagonisti del celebre romanzo umoristico Three Men in a Boat, To Say Nothing of the Dog - Tre uomini in barca, per non parlare del cane).
   Non essendoci un fiume navigabile in Sicilia optano per la circumnavigazione dell’isola.
   Durante il viaggio, sia a bordo della barca che a terra (in visita alle località turistiche dell’isola), avvengono comiche avventure / disavventure.
Edizioni Youcanprint, 2016.
ISBN 978-88-92612-06-8

 

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LA VIRRINA di gennaio 2017





L’OPERA DEI PUPI PRESENTE NEL DAM ANTICHI MESTIERI

Prosegue l’attività del Distretto Turistico della Sicilia Si è svolto il 18 ottobre 2016 un evento culturale organizzato a San Pietro Clarenza (CT) dal presidente del Distretto turistico della Regione Sicilia, Michelangelo Lo Monaco, in relazione al progetto del DAM Antichi Mestieri. All’incontro era presente il sindaco del centro etneo, uno dei ventitre comuni siciliani che hanno aderito al distretto. In tale occasione ha avuto luogo una manifestazione con i Pupi Siciliani presso l’antico Caseggiato Mannino a cura della Compagnia Teatrale Il Paladino diretta dal maestro Salvo Mangano. Oltre al pubblico presente in sala, hanno assistito allo spettacolo più di trenta giornalisti in rappresentanza della stampa nazionale ed internazionale. Grazie al DAM che concorre a creare un vero e proprio stile di vita indirizzata alla fruibilità turistica della Sicilia antica, è emersa, e sta per essere rivalutata, la figura del puparo con la sua nobile arte da tramandare alle nuove generazioni. Il maestro Mangano inoltre, pochi mesi addietro, ha partecipato con i suoi paladini al precedente meeting del DAM che si è svolto al Foro Italico di Roma per pubblicizzare l’Opera dei Pupi. A lui la Rai ha dedicato un bel servizio durante la puntata del 24 dicembre della trasmissione Sulla via di Damasco (Rai 2) con alcune scene tratte dalla Natività. Una convinta sostenitrice del programma DAM Antichi Mestieri è anche Maria Grazia Cucinotta. La celebre attrice infatti,è stata ospite dello stand del Distretto Turistico di Taormina allestito sempre a Roma in coincidenza degli Internazionali di Tennis. (Giuseppe Messina Di Prima).

SERATA FOLK CON I PUPI SICILIANI

Sabato 28 gennaio, l’associazione culturale Sicani del Monte Saraceno di Ravanusa ha organizzato un incontro dedicato alle tradizioni popolari con i pupi siciliani presso il teatro stabile dell’ Opera dei Pupi, presente nei locali dell’associazione Re di Coppe di Canicattì. L’associazione Sicani del Monte Saraceno è stata costituita qualche hanno fa con lo scopo di diffondere la conoscenza e la tutela del patrimonio storico, etnoantropologico e ambientale regionale. La manifestazione che ha riscosso molti consensi, rientrava nell’ambito del percorso sulle tradizioni ideato dal centro culturale Re di Coppe: Itinerari Folk nella Terra del Parnaso (Cunti, Canti e Pupi). La rappresentazione teatrale in atto unico e quattro quadri è stata affidata alla Compagnia Teatrale dell’Opera dei Pupi Il Paladino del maestro Salvo Mangano di San Pietro Clarenza. Lo spettacolo ha attinto dal repertorio tradizionale dell’Opra quindi dal ciclo carolingio con la storia dei Paladini di Francia, in primis, con le gesta di Orlando e Rinaldo e la disputa per la bella Angelica. Graditi ospiti della serata sono stati Saretto Napoli in rappresentanza di una delle più antiche famiglie di pupari siciliani, il quale ha recitato una bellissima poesia riguardante la figura del puparo e la cantante folk catanese Vera Fuselli che ha allietato gli intervenuti con due applautitissimi brani tratti dal repertorio classico del panorama musicale siciliano. (Giuseppe Messina Di Prima).

 

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    Presso il teatro dell’ Associazione Re di Coppe di Canicattì, giorno 28 gennaio 2017 si è svolto lo spettacolo “Una serata con i pupi siciliani” della Compagnia “Il Paladino”.
   Grande successo di pubblico.


Articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia:

 

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